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| Palermo C.le in scala "N" |
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| Scritto da Daniele Vitale |
| Giovedì 08 Gennaio 2009 16:49 |
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Scrivere della Sicilia da lontano. Da lontano, dico, come se dalla Sicilia mancassi da venti, da trenta, da quarant'anni, ricordandola, amandola, senza affilarvi sopra ragione e rancore. Diffilcile farlo, per me. Non ho mai potuto amare la Sicilia interamente, senza una controparte di insofferenza, di risentimento, di avversione. Ho sempre dovuto e voluto fare i conti con lei, restandoci. Ho dovuto e voluto fare i conti con quello che c'è in lei di vecchio, di stupido, di tremendo; e col nuovo che diventa vecchio, come in quel film di Frank Capra, Orizzonte perduto, in cui si vede un volto giovane di colpo orribilmente invecchiare, rugarsi, rinsecchire. Per fare un discorso d'amore, di solo amore, dovrei riportarmi agli anni dell'infanzia in cui la scoprivo.
Leonardo Sciascia
Palermo Centrale in scala N, nasce per amore di una terra oggi a me lontana, nel ricordo di molti viaggi in treno, che da bambino portavano me e la mia famiglia, emigrata all'estero, in Sicilia. Rimane in me, il ricordo indelebile, delle E636 al traino dei pesanti espressi, detti anche "treni della speranza". Era la fine degli anni '70, anni in cui le Ferrovie dello Stato si accingevano a importanti innovazioni nella trazione, nell'elettrficazione che avanzava su tutta la rete nazionale, togliendo spazio al vapore, che da lì a poco sarebbe scomparso dai nostri binari. Ricordo le E656 nuove di fabbrica, e non era difficile vederle affiancate ad una coppia di Ale 840, o Aln 990. Eppure, ancora oggi, se chiudo gli occhi sento ancora il rumore delle traverse in legno e il loro intenso odore di catrame. Ancora oggi come allora parlo, penso, scrivo della Sicilia come un figlio lontano dalla propria madre, cosa alquanto difficile da fare, perchè immancabilmente viene un nodo in gola, sempre con la stessa rabbia, simile a quando di quando da lei si va via, ma lo si fa anche e sempre con amore. per visionare le foto leggete tutto l'articolo
Palermo Centrale in scala N, come dimenticare I'assemblaggio dei primi moduli; correva l'anno 1999, l'ultimo anno del millennio appena passato, eppure sono già trascorsi otto anni dalla sua realizzazione, da allora l'impianto ha gironzolato un po' per l'Italia, tra il nord ed il sud, decine e decine sono state le persone che lo hanno visitato, tra elogi e critiche. Gli anni sono passati lasciando sull'impianto la polvere del tempo. Pubbilcato sulla rivista "I Treni", apparso in televisione durante un servizio giornalistico sul TGR SICILIA della RAI e in seguito commentato e ripreso dalla trasmissione televisiva "Manie".
Palermo Centrale continua la sua storia, un plastico costruito con amore, nel ricordo indelebile dei miei viaggi in Sicilia.
I rotabiil che vi hanno transitato variano dai primi modelli interamente auto costruiti in legno e cartoncino sul finire degil anni '80 sino ad arrivare a quelli di produzione Tibidabo, con predisposizione per il digitale. Che passione! Sino al 2003 la livrea castano isabella si faceva ammirare sui binari con le magnifiche riproduzioni delle Ale 840, le E428 di 3 ?serie. (al vero questo gruppo di locomotori non ha mai circolato nell'isola) le E 424 e le tutto fare E 636. Nel 2005 questi modelli hanno di farla da padroni sul plastico, lasciando così più spazio alla squallida ma attuale livrea XMPR
Oggi sull'impianto imperano, come nella realtà, le E464, i MINUETTO e, per un breve periodo, anche i Taf hanno fatto capolino sul plastico.
Da sempre l'obiettivo è riprodurre l'impianto ferroviario di Palermo Centrale il più fedelmente possibile nelle opere civili e nella circolazione dei treni; ardua impresa questa, ed estremamente difficile da realizzare per ovvii motivi di spazio.
In conclusione il futuro si presenta ricco di novità, con l'intento di migliorare e aggiornare questo appassionante progetto, andando di pari passo coi tempi.
CENNI STORICI DEL PLASTICO
Nel lontano 1989 cercai di reallzzare l'impianto ferroviario di Palermo Centrale in N, su di una struttura derivata da un'anta di armadio componibile di un vecchio soggiorno, ma la scarsa documentazione sia fotografica che tecnica, e le ancora più scarse risorse economiche determinarono l'abbandono del progetto, lasciando alcune realizzazioni di modelli auto costruiti in legno di tiglio e cartoncino, che comunque si facevano apprezzare per la discreta riproduzione modellistica.
Riprovai dieci anni dopo, con l'assembiaggio di tre moduli di 1x1,2m, realizzati con legno compensato da 5mm, ed intelaiatura fatta da listelli di 3x5cm, creando così una struttura leggera e maneggevole, soluzione scelta per rendere il più facile possibile il trasporto del plastico. Questa scelta costruttiva comportò tuttavia l'avvallamento progressivo di alcuni moduli cxollocati al centro della struttura, creando non pochi problemi; rimediai rinforzando con più listelli l'intera intelaiatura.
Nel Gennaio 2001 il plastico divenne operativo: chiaramente si trattava di un abbozzo; cercai infatti di realizzare alcune composizioni di treni a lunga percorrenza, utilizzando il materiale rotabile a disposizione, che a quell'epoca scarseggiava, creando anche composizioni ibride.
Col passare degli anni il piano del ferro subì ripetute modifiche e variazioni di tracciato, specie all'altezza della radice degli scambi di stazione; comunque sin dall'inizio fu creato il doppio binario che correva lato Messina, ed il binario singolo lato Trapani.
Nel 2004 venne demolito il vecchio deposito TE e l'anno successivo venne inaugurato il Piazzale Alto con a fianco il Piazzale Chiovara. Quest'ultimo venne utilizzato per il ricovero delle vetture dei treni a lunga percorrenza mentre il primo, oltre ad ospitare il parco vetture, è sede della grande rimessa TE e delle officine manutenzioni.
Successivamente alla demolizione del vecchio deposito materiale elettrico, l'area venne riutilizzata per ampliare gli stalli della rimessa circolare TD e fu inoltre reailizzata l'officina Torni.
E' bene rammentare che ad un estremo del plastico non era stato ancora realizzato il ponte Oreto, in muratura, che da Palermo Centrale scavalca l'omonimo fiume che origina dalla famosa Conca d'Oro, sita ai piedi di Monreale.
Il magnifico edificio di Stazione di Palermo C.le venne realizzato interamente con balsa, listelli di noce e tiglio, soltanto nel 2005, riproducendo fedelmente l'originale.
Nell'inverno 2006, a Febbraio, venne demolita parte del vecchio magazzino merci in stile ottocentesco, lasciando così spazio ad un moderno edificio per uso uffici amministrativi delle FS. Tale realizzazione richiese anche lo smantellamento del binario a raso adiacente al vecchio deposito merci. In quest'area, denominata Piazzale Scalo, ho anche realizzato una moderna struttura che, al vero, ospita alcuni uffici comunali.
DIMENSIONI E STRUTTURA
L'impianto è attualmente costituito da 3 pannelli modulari in profilati di legno compensato, che si sviluppano su una lunghezza di 4m e una larghezza di 53 cm.
Le aree illuminate con torri faro riguardano i vari piazzali e scali, nonchè le pensiline viaggiatori e gli interni dei vari edifici.
Gli immobili e le opere civili, sono realizzati con balsa, listelli, laminati in termoplastica, cartoncino e sono riprodotti fedelmente.
I segnali bassi e di partenza sono statici anche se in origine erano costituiti da microled a 1v, disalimentati nel 2003.
L'armamento è costituito da materiale Roco; alcuni deviatoi, compresi quelli di Castelbuono, sono della Piko, predisposti per l'alimentazione elettrica.
FUNZIONAMENTO
1: Prima di qualsiasi attività fermodellistica, l'operatore consulta l'ora di Inizio circolazione, L'M 53, posto in apposita bacheca, tenendo conto dei turni dei locomotori e del cadenzamento tre
2: la circolazione dei treni viene esercitata a seconda della prefazione generale, nonchè nel rispetto dell'orario di servizio in vigore ed in uso al compartimento FS di Palermo.
3: ogni rotabile ha un turno di servizio assegnato, quindi non è possibile simulare treni o manovre al di fuori delle prescrizioni riportaste sul manuale operativo, salvo diverse esigenze.
4: le composizioni dei treni a lunga percorrenza vengono formate simulando la reale composizione degli stessi in forma ridotta in termini di numero di carrozze usate.
5: è vietata la circolazione di rotabili che non siano riportati sul manuale operativo, salvo diverse prescrizioni.
6: l'immissione di nuovi mezzi e la loro libera circolazione può avvenire dopo aver compiuto un apposito ciclo di prove e collaudi, al fine di rilevarne la corretta circolabilità.
7: è possibile l'immissione di nuovi rotabili o di modelli straordinari o appartenenti ad altre private collezioni nei seguenti modi:
- con mezzi propri (dopo ciclo di prove)
- rimorchiati da mezzi di servizio gi idonei alla circolazione
8: Non possono circolare sull'impianto mezzi ferroviari appartenenti ad alte amministrazioni ferroviarie
Tali disposizioni si rendono necessarie per evitare situazioni di esercizio poco consone alla circolazione del materiale rotabile presente sull'impianto.
UTILIZZAZIONE BINARI DI STAZIONE
BINARIO I - ARRIVI/PARTENZE PER MESSINA, TERMINI IMERESE E S. AGATA
BINARIO II - ARRIVI/PARTENZE PER CATANIA, CALTANISSETTA
BINARIO III - ARRIVI/PARTENZE PER AGRIGENTO
BINARIO IV - PARTENZE TRENI A LUNGA PERCORRENZA
BINARIO V - ARRIVI TRENI A LUNGA PERCORRENZA
BINARIO VI - ARRIVI/PARTENZE PER PUNTA RAISI, AEROPORTO
BINARIO VII - ARRIVI/PARTENZE PER TRAPANI
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| Ultimo aggiornamento Martedì 03 Marzo 2009 09:38 |
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